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Bellissima eppure così insolita, di
una magrezza che spaventa i benpensanti, eppure febbrile di eleganti
suggestioni, Keira Knightley è la giovane grande attrice più
ricercata dai tempi in cui divenne icona di sgargiante diversità in
Sognando Beckham, storia di due ragazzine dell’Inghilterra
multietnica, innamorate del calcio.
Ineguagliabile musa di charme e di
originalità, con quel mento affilato e le gote scavate, tutto in lei
e nel suo corpo fa pensare che la sua fisicità sia solo il fragile
scrigno del suo sguardo, penetrante ed enigmatico, androgino ma
inquietante e sexy.
Sporge sempre le labbra quel tanto che
basta per creare un magma di fatale perversione, sinuosa e agile
come un ghepardo ed è puntualmente colpevole di un’innocenza esente
da ogni classificazione.
Che sia una piratessa caparbia e
maschia nella saga multimilionaria ambientata nei Carabi, o eroina
inglese di natali letterari (Orgoglio E Pregiudizio, tratto da Jane
Austen e per il quale è stata candidata all’Oscar), amante
sfortunata e sontuosa (Espiazione) o una Lady Diana “ante litteram”
alla fine del Settecento (La Duchessa), Keira è la visione che
puntella l’attenzione dello spettatore, con il suo divismo che
trasuda autentica polvere di stelle.
E se Tom Ford l’ha
scelta, voluta e pretesa per una celeberrima copertina di Vanity
Fair, in cui compariva nuda, abbracciata e baciata dal fascinoso
stilista-pigmalione, Karl Lagerfeld non poteva rimanere insensibile
di fronte alla naturalezza atipica di questa autentica star, tanto
da renderla simbolo d’amore, sotto le note di L.O.V.E. cantata dalla
graffiante Joss Stone, e immaginarla intensa e sensuale, unico volto
possibile per lo storico profumo Mademoiselle Coco, di Chanel.
Oggi Keira è saldamente sfavillante
nel firmamento cinematografico ed è ora in The Edge Of Love, dove
interpreta la bellissima Vera Phillips, amante del poeta Dylan
Thomas (interpretato da Matthew Rhys, fratello e avvocato gay di
Brothers&Sisters), nel nuovo film di John Maybury (già autore di
Love Is The Devil, biografia disturbante del grande Francis Bacon),
presentato con successo al 26° Festival di Torino di morettiana
memoria, dove è stato l’evento di chiusura.
Amori intrecciati ai versi della
poesia, minacciati dalle bombe e dagli orrori della guerra,
sublimati e possessivi, compiacenti e fragili; tutto ruota attorno
al triangolo erotico costituito tra Vera, Dylan Thomas e sua moglie
Caitlin (interpretata da Sienna Miller, spesso contrapposta ed
equiparata alla Knightley nell’ambito ruolo di icona glamour), e dal
rapporto tra le due donne, amiche per esigenza, rivali per amore,.
Un equilibrio precario reso ancor più
impossibile dal quarto uomo in gioco (Cillian Murphy, lo
spaventapasseri di Batman Begins), che sposerà Vera.
Una prova matura per Keira, che
irradia di bellezza la fragilità del suo personaggio, donna
avvolgente come una tuberosa, che intonava Blue Tahitian Moon nei
rifugi anti-aerei inglese, per distrarre dalla paura e dal dolore i
rifugiati londinesi.
Proprio le musiche di Angelo
Badalamenti (collaboratore storico di David Lynch e di Brian De
Palma) sono l’elemento di sottile suggestione di una pellicola che
vede la Knightley impegnata in quattro perfomances canore,
accompagnata da Siouxie (Banshees) e dalla giovane cantautrice Beth
Rowley.
Inglese fino al midollo, con le dolci
colline gallesi che accompagnano le ruvidezze del cuore, The Edge Of
Love si preannuncia l’ennesimo manifesto della duttilità artistica
dell’attrice più intrigante degli ultimi anni. |