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Claudio Salvati

 

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EDGE OF LOVE

 

Keira mademoiselle molto inglese

recensione di Claudio Salvati

 

 

Bellissima eppure così insolita, di una magrezza che spaventa i benpensanti, eppure febbrile di eleganti suggestioni, Keira Knightley è la giovane grande attrice più ricercata dai tempi in cui divenne icona di sgargiante diversità in Sognando Beckham, storia di due ragazzine dell’Inghilterra multietnica, innamorate del calcio.

Ineguagliabile musa di charme e di originalità, con quel mento affilato e le gote scavate, tutto in lei e nel suo corpo fa pensare che la sua fisicità sia solo il fragile scrigno del suo sguardo, penetrante ed enigmatico, androgino ma inquietante e sexy.

Sporge sempre le labbra quel tanto che basta per creare un magma di fatale perversione, sinuosa e agile come un ghepardo ed è puntualmente colpevole di un’innocenza esente da ogni classificazione.

Che sia una piratessa caparbia e maschia nella saga multimilionaria ambientata nei Carabi, o eroina inglese di natali letterari (Orgoglio E Pregiudizio, tratto da Jane Austen e per il quale è stata candidata all’Oscar), amante sfortunata e sontuosa (Espiazione) o una Lady Diana “ante litteram” alla fine del Settecento (La Duchessa), Keira è la visione che puntella l’attenzione dello spettatore, con il suo divismo che trasuda autentica polvere di stelle.

E se Tom Ford l’ha scelta, voluta e pretesa per una celeberrima copertina di Vanity Fair, in cui compariva nuda, abbracciata e baciata dal fascinoso stilista-pigmalione, Karl Lagerfeld non poteva rimanere insensibile di fronte alla naturalezza atipica di questa autentica star, tanto da renderla simbolo d’amore, sotto le note di L.O.V.E. cantata dalla graffiante Joss Stone, e immaginarla intensa e sensuale, unico volto possibile per lo storico profumo Mademoiselle Coco, di Chanel.

Oggi Keira è saldamente sfavillante nel firmamento cinematografico ed è ora in The Edge Of Love, dove interpreta la bellissima Vera Phillips, amante del poeta Dylan Thomas (interpretato da Matthew Rhys, fratello e avvocato gay di Brothers&Sisters), nel nuovo film di John Maybury (già autore di Love Is The Devil, biografia disturbante del grande Francis Bacon), presentato con successo al 26° Festival di Torino di morettiana memoria, dove è stato l’evento di chiusura.

Amori intrecciati ai versi della poesia, minacciati dalle bombe e dagli orrori della guerra, sublimati e possessivi, compiacenti e fragili; tutto ruota attorno al triangolo erotico costituito tra Vera, Dylan Thomas e sua moglie Caitlin (interpretata da Sienna Miller, spesso contrapposta ed equiparata alla Knightley nell’ambito ruolo di icona glamour), e dal rapporto tra le due donne, amiche per esigenza, rivali per amore,.

Un equilibrio precario reso ancor più impossibile dal quarto uomo in gioco (Cillian Murphy, lo spaventapasseri di Batman Begins), che sposerà Vera.

Una prova matura per Keira, che irradia di bellezza la fragilità del suo personaggio, donna avvolgente come una tuberosa, che intonava Blue Tahitian Moon nei rifugi anti-aerei inglese, per distrarre dalla paura e dal dolore i rifugiati londinesi.

Proprio le musiche di Angelo Badalamenti (collaboratore storico di David Lynch e di Brian De Palma) sono l’elemento di sottile suggestione di una pellicola che vede la Knightley impegnata in quattro perfomances canore, accompagnata da Siouxie (Banshees) e dalla giovane cantautrice Beth Rowley.

Inglese fino al midollo, con le dolci colline gallesi che accompagnano le ruvidezze del cuore, The Edge Of  Love si preannuncia l’ennesimo manifesto della duttilità artistica dell’attrice più intrigante degli ultimi anni.